IL TEMPO GEOLOGICO

La suddivisione del tempo è importante per orientarci e capire quanto un evento sia lontano o vicino rispetto a noi.

In base ai ritrovamenti fatti dagli studiosi, sembra che la storia della Terra sia molto più antica di quella dell’uomo.
A questo scopo, sono state create delle specifiche unità di misura, che comprendono moltissimi anni, in modo tale da rendere più facile parlare di periodi così tanto distanti da noi.

Queste unità di misura sono:

  • Eoni = miliardi di anni
  • Ere = centinaia di milioni di anni
  • Periodi = decine di milioni di anni 
  • Epoche = milioni di anni 
  • Età = migliaia di anni

RICOSTRUIRE LA STORIA DELLA TERRA

Come hanno fatto gli studiosi a ricostruire la storia di questo pianeta quando ancora non esisteva nemmeno l’uomo?

Si sono basati sulla geologia, cioè la scienza che studia la Terra.
La parola “geologia” deriva, infatti, dal greco γῆ (gè), “terra”, e λόγος (lògos), “studio”.
Se hai già visto gli articoli precedenti, sai già cosa fa il geologo e che ruolo ha nello studio dei tempi antichi.

Per il suo lavoro, una grande fonte di informazioni sono le rocce sedimentarie. Queste nascondono grandi tesori, che un occhio esperto può riconoscere e utilizzare.
Il termine “sedimentarie” deriva dal latino sedere, che vuol dire “depositarsi”.
Con il passare del tempo, infatti, i vari materiali presenti nell’ambiente vengono trasportati da aria, acqua o ghiaccio, fino ad accumularsi e formare, appunto, una roccia sedimentaria.

La particolarità è proprio la struttura a strati, dovuta agli accumuli avvenuti in momenti diversi.
All’interno di queste rocce è anche possibile trovare dei fossili, che ci mostrano tracce degli animali e delle piante presenti sulla Terra quando è avvenuta una precisa stratificazione.
Tutto ciò permette di supporre chi e cosa fosse presente sul nostro pianeta in passato, quindi come si sono evolute le varie forme di vita nel tempo.

Cosa sono i fossili?
I fossili sono i resti di piante o animali vissuti sulla Terra molto tempo fa.
Talvolta, l’ambiente in cui queste forme di vita muoiono, ha le caratteristiche ideali per conservarne i resti. I sedimenti, ricchi di minerali, sono perfetti per la formazione e la conservazione dei fossili.

Il tempo della Terra è diviso in parti, ognuna caratterizzata da un evento particolare, come per esempio i cambiamenti climatici, la comparsa o l’estinzione di alcuni animali, o un’ importante attività vulcanica.

Ad ognuna di queste parti corrispondono delle rocce che si sono formate in quel determinato intervallo di tempo e che, dunque, conservano al loro interno dei preziosi indizi su come fosse la Terra in quel momento.

Ricordati che stiamo parlando di tempi lontanissimi e che i resti trovati non sono mai abbastanza per avere delle date certe.
Di conseguenza, quello che possiamo sapere è se un certo momento sia avvenuto prima o dopo un altro.
In questo modo gli studiosi hanno determinato una linea temporale della Terra: da quando si pensa che sia nata (circa 4,5 miliardi di anni fa) fino ad oggi.

Come hai visto nell’introduzione, stiamo parlando di:

  • Eoni 
  • Ere 
  • Periodi  
  • Epoche
  • Età 

Vediamo di capire un po’ più nel dettaglio a cosa corrispondono queste parole.

La suddivisione che sto per farti segue quella ufficiale della Commissione Internazionale di Stratigrafia, aggiornata al 2021.

GLI EONI

Gli eoni durano miliardi di anni.
Il loro nome deriva dal latino aeon e può essere tradotto come “età, periodo”.
A determinare il passaggio da un eone all’altro è la presenza di un importante cambiamento nella storia degli organismi viventi.

Possiamo contare 2 eoni:

Criptozoico

Dalle origini della Terra fino a 570 milioni di anni fa.

Il termine deriva dal greco κρυπτός (kriptòs) “nascosto” e ζῷον (zoon) “essere vivente”. Possiamo, quindi, tradurre il tutto come l’eone “della vita nascosta”.

Il Criptozoico, detto anche Precambriano, è infatti la fase più antica in assoluto della Terra, tanto che gli studiosi non hanno trovato fossili evidenti, se non quelli di alcuni esseri microscopici, non visibili a occhio nudo.

Si tratta dell’intervallo di tempo più lungo di questo pianeta: occupa ben il 90% della sua storia!

Questo eone può essere suddiviso in 3 momenti:

Adeano

Dalle origini della Terra fino a 4 miliardi di anni fa.

Dal greco Ἅιδης (Hádēs), “inferi”, per rappresentare un mondo dominato dal calore.

Stiamo parlando del tempo più lontano e più sconosciuto in assoluto.
Le informazioni trovate non sono sufficienti per dividere questo eone in ere ma gli studiosi, in base a ciò che hanno trovato, affermano che in quegli anni siano avvenuti 3 eventi particolarmente importanti:

  • La formazione della crosta solida della Terra
  • La formazione dell’atmosfera
  • La condensazione delle acque  

Archeano

Da 4 miliardi a 2,5 miliardi di anni fa.

Dal greco αρχή (arkhē), “inizio, origine”.

Quello che gli studiosi ci raccontano su questa fase è che, anche se l’ambiente era ancora piuttosto inospitale, sulla Terra iniziavano a comparire le prime forme di vita elementare, cioè batteri in grado di assorbire l’anidride carbonica (che in quel periodo era davvero molto presente).

Un particolare tipo di queste forme di vita, dette cianobatteri, si aggregavano in colonie, formando stromatoliti, dal greco στρώμα (strōma) “tappeto, coperta” e λὶθος, (lìthos), pietra. Si tratta, quindi, di sedimentazioni ricche di materia organica.

Dagli indizi raccolti, si pensa inoltre che a questo eone risalgano le prime terre emerse.

Proterozoico

Da 2,5 miliardi a 542 milioni di anni fa.

Dal greco πρóτερος (próteros), “anteriore, prima” e ζῷον (zoon) “essere vivente”, da intendersi come l’era dei primi esseri viventi.

In questo eone, infatti, sembrerebbero essere comparse sulla Terra le prime forme di vita complessa.
I resti di organismi in grado di fare la fotosintesi e di rocce composte da ossidi di ferro, fanno pensare all’aumento significativo della presenza di ossigeno.
Per essere possibile la vita fuori dall’acqua, si deduce che si sia formato anche lo strato di ozono, che protegge il pianeta dalle pericolose radiazioni solari.

Fanerozoico

Da 542 milioni di anni fa fino ai giorni nostri.

Dal greco ϕανερός (fanerós) “chiaro, evidente” e ζῷον (zoon) “essere vivente”, questo eone è quello della “vita evidente”

I resti trovati comprendono infatti rocce sedimentarie con fossili e tracce di vita facilmente riconoscibili.
Animali e piante sono nati e si sono sviluppati (e alcuni si sono anche estinti) fino ad arrivare a quelli conosciuti oggi. 

Anche i continenti hanno attraversato un periodo di cambiamenti: il loro lento e costante movimento ha dato vita alle terre emerse che possiamo vedere adesso.

Tutti questi mutamenti non si sono fermati, ma stanno continuando, portando anche per noi dei cambiamenti nel corso dei prossimi millenni. 

Quindi, riassumendo, questi sono gli eoni:

 


Facciamo un piccolo quiz per assicurarci che sia tutto chiaro!

3. LE ERE

Che cos’è un’era?
La parola deriva dal latino aera, che vuol dire semplicemente “numero”.
Un’era è, quindi, un intervallo di tempo caratterizzato da un fenomeno particolarmente importante e fa da punto di riferimento per la numerazione degli anni.
Si parla di centinaia di milioni di anni, all’interno dei quali è possibile trovare suddivisioni più piccole.

Durante lo scorrere delle ere geologiche, il nostro pianeta ha visto grandissimi cambiamenti, come la comparsa o l’estinzione di specie viventi, oppure particolari modificazioni delle terre emerse dal mare.

Tutti questi sconvolgimenti hanno lasciato delle tracce, che gli studiosi hanno esaminato e classificato.
In tal modo hanno diviso gli eoni in ere.

Il Precambriano, come abbiamo visto, comprende 3 eoni. Non tutti sono suddivisi in ere.
Non essendo state trovate prove che dimostrino la presenza significativa di vita, mi limito a dirti semplicemente i nomi delle sue ere.
Se, però, questo argomento ti appassiona e vuoi cercare più dettagli, puoi approfondire l’argomento in autonomia.

L’Adeano non ha ere.

L’Archeano comprende:

  • Eoarcheano
  • Paleoarcheano
  • Mesoarcheano
  • Neoarcheano

Il Proterozoico comprende:

  • Paleoproterozoico
  • Mesoproterozoico
  • Neoproterozoico

Il Fanerozoico, invece, comprende ere molto interessanti e vale la pena dirti qualche cosa in più a riguardo.
Ecco quali sono:

Paleozoica ( Primaria)

Da circa 542 a 251 milioni di anni fa.

Il termine deriva dal greco παλαιός (palaiós), “antico” e ζῷον (zoon) “essere vivente”. Può essere, quindi, definita come l’era degli esseri viventi antichi.
Viene detta anche primaria, perché si ritiene che prima di questa non ci fossero forme significative di vita.

Qui hanno fatto la loro comparsa molte specie di piante, oltre ai primi antenati dei pesci. Alcuni esseri viventi hanno iniziato ad avventurarsi sulla terra ferma, come gli anfibi. 
Si sono sviluppati anche i primi rettili, che raggiungeranno il loro massimo sviluppo nell’era successiva.

Le terre emerse hanno iniziato a muoversi sempre più, separandosi e fondendosi, fino a creare la Pangea.
Il nome deriva dal greco πᾶν (pan) “tutto” e, Γαῖα (Gaia) “terra”. Il suo significato è quindi: “tutta la terra”.
La Pangea, infatti, sembrerebbe essere stato come un unico grandissimo continente, formato da tutte le terre emerse fino a quel momento. 

L’enorme oceano che circondava la Pangea è detto Panthalassa, dal greco Παν (pan) “tutto” e θάλασσα (thálassa) “mare”. In pratica, “tutto il mare”.

Nelle ere successive la Pangea si è poi mossa, e le terre emerse hanno preso piano piano l’aspetto di oggi.
Se volessimo immaginare i nostri territori al tempo di questo immenso e unico continente, il risultato sarebbe più o meno questo:


Pur essendo stata un’era ricca di piante e animali per quasi tutta la sua durata, ciò che caratterizza il Paleozoico, è la gigantesca estinzione di massa che sembra essere accaduta negli ultimi anni di questa era.
Questo evento è detto: “Estinzione di massa del Permiano-Triassico”, dal nome dei periodi in cui è avvenuto e le sue cause non sono ancora molto chiare.

Si pensa che scomparve il 90% delle specie viventi allora presenti e che, per recuperare la situazione, furono necessari milioni di anni!

Mesozoica (Secondaria)

Da circa 251 a 66 milioni di anni fa.

Dal greco μέσος (mésos), che significa “intermedio”, e ζῷον (zoon), “essere vivente”. Abbiamo, quindi, gli esseri viventi “di mezzo”.

Questa è stata l’era dei dinosauri!

I rettili hanno visto un grandissimo sviluppo, così come anche gli uccelli e i mammiferi.
La Terra si è ripopolata anche di molte piante. 

La Pangea ha iniziato a separarsi e, alla fine di questa era, i continenti si erano sistemati più o meno nella posizione che conosciamo adesso.

Il Mesozoico è iniziato ed è finito con una grande estinzione: con quella del “Permiano-Triassico”, di cui ti ho parlato poco fa, terminando poi con l’“Estinzione del Cretacico-Paleogene”, a causa della quale sembrerebbe essere sparito circa il 50% delle specie viventi al momento, compresi moltissimi dinosauri.

Cenozoica (Terziaria)

Da 66 milioni di anni fa fino ai giorni nostri (e oltre).

Dal greco καινός (kainòs) “nuovo, recente” e ζῷον (zoon) “, “essere vivente”.
Dunque, l’era dei nuovi esseri viventi.

Si tratta dell’ era in cui viviamo oggi.

Le piante e i mammiferi hanno visto un grandissimo sviluppo.
Gli studiosi hanno trovato tracce, risalenti a questo periodo, che fanno pensare all’ inizio di una significativa evoluzione dei primati.

Come abbiamo già visto quando abbiamo mosso i primi passi tra i periodi storici, nel 3000 a.C., con la scrittura, si passa dalla Preistoria alla Storia.

Riassumiamo, dunque, le ere: 


A questo punto, direi che è arrivato il momento di una sfida:

4. I PERIODI

Il punto di riferimento usato, di solito, per determinare il passaggio da un periodo all’altro è l’estinzione di alcune famiglie del regno animale. 

Non avrebbe molto senso imparare a memoria tutti i periodi dall’inizio dei tempi, quindi adesso ti mostro semplicemente la loro suddivisione e poi ti dirò solo le cose più importanti:

Come puoi vedere, l’Archeano non ha periodi, Questo perché (come l’Ardeano per le ere) non ci sono ancora ritrovamenti sufficienti per giustificare una sua ulteriore suddivisione.

Se ricordi, l’eone Criptozoico, è detto anche Precambriano.
Osservando la suddivisione in periodi, qua sopra, noterai che il primo periodo del Fanerozoico è il Cambriano.
Ripassando un attimo l’etimologia di questi nomi, capirai subito quanto sia decisivo questo passo.

Il Precambriano (Criptozoico) è quindi prima del periodo Cambriano.
Perché è così importante questo periodo? Perché la grande quantità di resti che sono stati trovati, risalenti a quegli anni, hanno fatto pensare a un’esplosione di vita animale e vegetale sul pianeta.

Il termine Cambriano viene da Cambria, cioè l’antico nome del Galles. Proprio qui, gli studiosi hanno trovato la prima roccia risalente a quel periodo.

Come accennato quando abbiamo parlato del Paleozoico, tra il Permanio e il Triassico sembra essere avvenuta una gigantesca estinzione di massa.

Il nome Permanio deriva dallo stato medievale russo di Permia, nell’attuale Kraj di Perm’.

Il termine Triassico viene da Trias, a sua volta dal greco τριάς (trias), “triade”. Rappresenta la divisione, che è stata fatta in Germania, dei terreni risalenti a questo periodo: tre strati, corrispondenti a tre epoche diverse (Triassico inferiore, medio e superiore).

Il Giurassico prende il suo nome dal francese jurassique, che a sua volta si riferisce al nome della catena montuosa del Giura, tra la Francia e la Svizzera, che in questo periodo storico ha visto un grande sviluppo.


Gli studiosi sottolineano la presenza di moltissime forme di vita durante il Giurassico, soprattutto di dinosauri, che sembrano essere poi spariti in gran numero a seguito della grande estinzione avvenuta tra il Cretacico e il Paleogene.

Il termine Cretacico deriva dal latino creta, dal materiale trovato risalente a questo periodo.

Paleogene viene invece dal greco παλαιός (palaiòs), che significa “antico”, e γένος (ghenos), “generazione”. 
In contrapposizione al Neogene: νέος (neos), “nuovo” e γένος (ghenos), “generazione”.

I primi resti trovati, riconducibili alla presenza umana, risalgono al periodo Quaternario, che è poi quello in cui stiamo vivendo noi adesso.
Inizialmente, questo periodo era considerato come un’era (per questo il suo nome: avrebbe dovuto seguire il Cenozoico, detto anche Terziario).
Studiosi successivi hanno preferito considerarlo un periodo, sia per la mancanza di crisi biologiche evidenti, che per la sua ancora breve durata in confronto alle altre ere.

Nel Quaternario ha inizio il Paleolitico e quindi lo sviluppo dell’uomo.

Facciamo un gioco per ripassare:

5. LE EPOCHE

Il passaggio da un’epoca all’altra è dato dal cambiamento nei fossili, che vengono ritrovati dagli studiosi.

Adesso, i nomi iniziano ad essere davvero tanti e in realtà non serve proprio conoscerli tutti.

Concentriamoci sulla storia dell’uomo, quindi sulle epoche del periodo Quaternario.
Queste sono due:

  • Pleistocene, dal greco πλεῖστος (pleistos) “il più” e καινός (kainos) “recente”. 
    La considerazione di epoca “più recente” non aveva, ovviamente, fatto i conti con l’aggiunta successiva di un’ulteriore suddivisione.
  • Olocene, dal greco ὅλος (holos) “del tutto, assolutamente” e καινός (kainos) “recente”.
    (Chissà che nome si inventeranno quando sarà necessario aggiungere un’altra epoca!)

Al Pleistocene corrisponde il Paleolitico, mentre l’Olocene comprende dal Mesolitico fino al giorno d’oggi (e i prossimi anni).

Questo, fino a quando non avverrà un evento talmente significativo da richiedere il passaggio a una nuova epoca, o addirittura a un nuovo periodo (o una nuova era)!

6. LE ETÀ

Le età geologiche sono suddivisioni basate sulla comparsa o scomparsa di alcune famiglie di esseri viventi e, solitamente, durano migliaia di anni.

Saperne i nomi non è necessario, Ti basta sapere quelli che riguardano la storia dell’uomo.

L’Olocene vede tre età geologiche, determinate da cambiamenti significativi del clima:

  • Groenlandiano
  • Nordgrippiano 
  • Meghalayano, iniziato appena 4200 anni fa, comprende il momento che stiamo vivendo ora.


Ricapitolando, dove ci troviamo adesso?

Non è stato un viaggio breve, ma siamo quasi alla fine!
Tieni duro, sto per spiegarti un’ultima cosa molto importante!

7. DIFFERENZA TRA TEMPO GEOLOGICO E TEMPO STORICO

Quello che abbiamo visto fino ad ora è il tempo geologico, vale a dire quello trascorso da quando si pensa sia nata la Terra, fino a questo preciso momento in cui stai leggendo.

Il tempo storico è, invece, quello che riguarda più l’essere umano, e parte dalla Preistoria per arrivare ad adesso. Rispetto al tempo geologico è davvero molto meno!

Tengo a specificarti questa cosa perché inizieremo a parlare di Età della pietra, Età dei metalli e così via.
Capirai, quindi, che queste età sono riferite al tempo storico e non a quello geologico.

Ti ho già accennato ai vari periodi storici, ma per ricordarli ti lascio di nuovo la loro rappresentazione sulla linea del tempo:

Per adesso abbiamo finito, spero che sia tutto chiaro.

In caso di dubbi o domande, non esitare a scrivermi e, se l’articolo ti è piaciuto, condividilo più che puoi!